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13 ottobre 2010

Tessera del tifoso: da Marassi la dimostrazione dell'utilità


Quanti di noi ieri erano collegati con lo stadio di Marassi avranno pensato che siamo alle solite, che gli ultrà rovinano il calcio.
Considerazione corretta, ma a guardare bene c'è molto di cui sorridere, almeno nel calcio italiano.
La tessera del tifoso è tra queste note positive.
Tanto vituperata nell'estate, presentata come inutile, ad oggi sta funzionando e anche bene.
Limita la presenza dei violenti ed è un ottimo strumento di marketing per le società e le aziende ad esse collegate.
Sarà certamente lo strumento del futuro, per quelle società calcistiche che vorranno implementare il marketing diretto ai propri fans, inserendovi offerte speciali sul merchandising, viaggi ad hoc, cene sociali coni propri beniamini e tanto ancora, è solo questione di fantasia!
Insomma sicurezza e marketing possono migliorare il calcio, riportando le famiglie alle partite.
Era ora.

27 settembre 2010

Mondiali di volley e l'assenza di comunicazione


Ci risiamo. Il volley non è in grado di promuoversi come dovrebbe.
Molti manager ormai puntano durante l’anno a fare il pieno di sponsor per le proprie società con effetto arlecchino che rende inutile la promozione di qual si voglia azienda.
Provate a guardare la maglietta di una squadra di pallavolo maschile e femminile e contate i marchi presenti che ottengono pochissimo spazio di visibilità per ogni brand, molta confusione e poca efficacia.
La tattica adottata è quindi sbagliatissima e lo si è visto nei mondiali maschili, iniziati nel weekend, dove quando si è cercato di vendere un evento di pallavolo a prezzi "di mercato" nessuna azienda ha voluto spendere cifre in uno sport dove per il resto dell'anno era possibili ottenere spazi a un decimo di quanto chiesto. Ciò si riflette in una mancanza complessiva di comunicazione e appeal. Avete visto, o meglio non visto, come non è stato promosso il Mondiale?
Zero in comunicazione ad Infront ed agli organizzatori che non hanno assolutamente saputo sfruttare un evento che poteva essere di traino per l'intero movimento. E invece, come accade ormai da tempo, la pallavolo si dimostra uno sport d’aia di provincia, autoreferenziale e senza futuro. Il Mondiale c'è ma non si vede.

20 settembre 2010

Teamworks e sport di squadra: modelli simili



E’ interessante notare come i lavori in team si rifacciano sempre di più ad esperienze maturate nel mondo sportivo
Infatti dopo il successo ottenuto dal Viadana Rugby con i suoi corsi motivazionali per le aziende, scopriamo su “La Stampa” del 14 settembre 2010 che in sala parto si lavora in modo simile ai pit-stop di Formula 1 e che la Ferrari ha fatto consulenze a riguardo.
Questo può far sorridere, ma ci fa giungere ad una riflessione importante: lo sport professionistico non è solo una esasperazione di concetti normalmente operativi in azienda, è anche un mezzo utile per ottimizzare processi trasferibili ai più alti livelli nel lavoro d’azienda.
Lo sport quindi è una risorsa per valori positivi, ma anche per quelle che vengono definite “best practice”, cosa sempre meno sottovalutata.

10 settembre 2010

Spot telefonia e uso del testimonial (non solo sportivo)

Non ci vuole molto a capire che la tipologia di spot che passa di più sui nostri teleschermi è quella relativa alla telefonia mobile e fissa.
Visto che ci tartassano vediamo di decodificare i codici comunicazionali che li compongono per essere un po' più consapevoli di quello che vediamo
A ciò aggiungo una analisi sull'uso dello sport da parte dell'azienda, in fin dei conti questo è pur sempre un blog di sport.


H3G
E' certamente la più discreta. Appare solo nei momenti in cui ha promozioni e centra il suo messaggio sui servizi offerti. Usa in modo discretto anche i testimonial siano essi Claudia Gerini o Raul Bova.



VODAFONE/TELE2
Punta molto sulla simpatia (cosa che vedremo assai usata anche da altri competitor),
a tal fine sfrutta l'immagine di uno sportivo Francesco Totti e di sua moglie che sembrano usciti da una delle barzellette dedicate al celebre calciatore romano.
Anche qui l'uso dei testimonial, sebbene più invasivo, è discreto.
A ciò va aggiunta la sponsorizzazione del team Mclaren in F1 e la UEFA Champions League, effettuata dalla casa madre worldwide.
Tele2 invece con il porcellino salvadanaio punta direttamente alle caratteristiche di prodotto.



FASTWEB
Allo stesso modo di Vodafone utilizza comicità e sport, grazie alla presenza di Valentino Rossi e del comico di Zelig.
La leggerezza anche qui è presente e con gli stessi codici di cui sopra, indica le caratteristiche di prodotto.



WIND/INFOSTRADA

Attraverso le figure di Fiorello e Aldo,Giovanni e Giacomo punta come gli altri alla simpatia.
A ciò va aggiunta la sponsorizzazione della Roma Calcio.
non è un caso.
La società ha sede a Roma e così facendo crea un problema serio a Vodafone in quanto Totti (testimonial Vodafone) viene visto con il logo Wind....



TIM/TELECOM
In questo caso si è cercato uno smarcamento senza però perdere eventuali benefici dall'empatia data dai comici.
Si è quindi puntato sulla coppia DeSica - Belen Rodriguez.
Oltre a ciò sono state prese come sponsorizzazioni tutti campionati nazionali principali (calcio,volley,basket) e i team Ducati e Ferrari.



CONCLUSIONI
Un principio di psicologia afferma che i primi secondi in cui vediamo uno spot sono fondamentali per l'interesse posto al seguito del messaggio; scopo quindi degli spot è di mantenere l'attenzione.
Se per 4 aziende su 5 si può dire che le cose siano fatte per bene, di certo per TIM/Telecom qualche riserva è d'obbigo.
E' infatti l'unica ha usare la sensualità come amo a cui far abbocare, conscia di giocare sporco sui neuroni dei consumatori e di sminuire la donna a semplice oggetto.
La foto qui allegata rende l'idea di quanti ammiccamenti vengano trasmessi via etere in modo inutile quando basterebbe usare meglio le capacità di un attore come DeSica o le sponsorizzazioni sportive.

8 settembre 2010

FORMAZIONE MANAGER DELLO SPORT


"Non basta praticare uno sport per saperlo vivere poi come manager" G.Pozzecco

Qualcosa che Sporthink afferma da tempo.
Infatti è proprio questo il problema dello sport italiano, la scarsa formazione dei manager.
Non è infatti importante solo il punto di vista tecnico-tattico, ma anche quello di gestione.
I fondamenti del marketing, quelli giuridici o ancora quelli di bilancio sono fondamentali in un mondo in cui la professionalità è chiesta a tutti.
Anche, se non sopratutto, a chi si sente "imparato".

Sporthink è tra coloro che è disposta a creare serie di incontri formativi nell'ambito marketing, comunicazione e ricerca fondi.

15 luglio 2010

Roger Milla, CocaCola e gli OTS



L’ultimo spot della Cocacola lo abbiamo visto tutti durante le partite dei mondiali.
Ebbene è un ottimo esempio di come sfruttare al meglio una sponsorizzazione ed un OTS.
Con OTS ci si riferisce a eventi non connessi al risultato sportivo, quali
un incidente nel corso di un Gran Premio automobilistico o l’infortunio di un atleta
che, fotografati o ripresi dalla televisione, permettono di ‘far vedere’ il marchio
dello sponsor (le «OTS», cioè Opportunities to see).
In questo caso il balletto di gioia dopo un gol.
Difficilmente si vedono aziende sfruttare al meglio i denari spesi, ma questo è un caso da mostrare anche nelle università, un bravo va quindi al marketing cocacola.

12 luglio 2010

Spagna Campione. La Programmazione paga (sperando non vi sia doping)



Spagna campione del mondo.
Questa è la notizia dell’estate, quella che sentiremo a lungo guardando le partite di calcio, ma come al solito, cerchiamo di guardare in profondità.
La Spagna a livello sportivo ha da insegnare parecchio per ciò che concerne la programmazione, la preparazione e la protezione dei giovani talenti sportivi.Questa vittoria non è casuale e nemmeno isolata.
Pensandoci bene, infatti, si nota subito come la squadra sia sostanzialmente frutto di due vivai interni (Barcellona e Real Madrid) che sono riusciti a proteggere i propri gioielli e a mantenerli in patria senza per questo far perdere loro occasioni di competitività di alta qualità, infatti la Liga è diventato uno dei migliori campionati europei.
Ma la Spagna non pensa solo al calcio infatti abbiamo personaggi come Nadal nel tennis, Contador nel ciclismo, Alonso nella Formula1, Gasol nel basket, etc. una programmazione diffusa che ha permesso alla Spagna di divenire un punto di riferimento per le modalità di allenamento e programmazione.
In pratica nulla è casuale e questi dolcissimi frutti arrivano da una dura semina.
C’è però anche un rovescio della medaglia una macchia grossa e nera: la lotta al doping.
In Spagna infatti le leggi sono assai più permissive e “l’Operation Puerto” divenuta famosa in ambito ciclistico ha in realtà al suo interno nomi di calciatori spagnoli famosissimi su cui però non trapela nulla ed altre personalità sportive.
Questo è avvenuto in Spagna e non in Francia o in Italia non per caso, là spesso si guarda dall’altra parte e si difende lo sportivo anziché tutelare la sua salute, non a caso le richieste delle procure italiane sono state bloccate dalla poca collaborazione dei colleghi spagnoli che si sono rifiutati di dare loro campioni di materiale relativi ad atleti spagnoli sospettati di aver fatto uso di sostanze illecite.
Quello che possiamo a sperare è che questa bella vittoria sportiva sia frutto della programmazione dei dirigenti e dei preparatori atletici eticamente responsabili e non sia in alcun modo intaccata da stregoni del doping sistematico.