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23 aprile 2010

RICERCA SPONSOR: PROCURATORE O SERVIZI SPORT-MARKETING?


Mi è capitato, in questi quattro anni, che potenziali clienti mi chiedessero una consulenza per la ricerca sponsor.
E’ bene ribadire un concetto però, chi cerca sponsor attraverso un piano marketing e di comunicazione non è un procuratore.Considerazione che sembra lapalissiana, ma non poi così tanto.
Capita infatti, di vedersi richiesta uno vero e proprio servizio di procura dove oltre a seguire l’itinerario dell’andamento della sponsorizzazione viene richiesta la presenza anche alla stipula del contratto e la possibilità di cambiare gli articoli del contratto stesso, cosa che evidentemente non mi è possibile fare.
La ricerca sponsor tramite procura dà incarico ad una persona, il procuratore, di cerca sponsor a nome e per conto di qualcuno e può quindi modificare anche i contratti nel nome e nell’interesse dei suoi clienti.
Un ricercatore di sponsor con piano marketing, può sì contrattare con gli sponsor ma sul semplice lato della visibilità del marchio dell’azienda sponsorizzante, tutelando l’interesse del proprio cliente solo dal punto di vista commerciale cioè massimizzando dal punto di vista economico gli spazi pubblicitari ed i servizi alle aziende.
Due approcci differenti per due servizi simili.
Importante non confoderli per non perdere e non far perdere tempo.

18 marzo 2010

Superstars: la competizione automobilistica a basso costo e alto divertimento/ritorno per gli sponsors



Domenica è iniziato il campionato di F1 2010-2011 con pochi sorpassi e un po’ più di interesse, se non altro per le novità, anche se si fatica a non addormentarsi.
Ormai però il mondo dei motori è visto come un mondo dove fare spettacolo richiede cifre assolutamente proibitive, la realtà è un po’ differente.
Mi riferisco, in modo particolare, al campionato Superstars che inizia a breve. I costi sono nettamente inferiori alla formula uno (parliamo di circa un decimo) e lo spettacolo è garantito nei 25 minuti di gara, dove quindi la noia non ha posto.
I proprietari e ideatori della formula sono gli stessi della superbike che fino a qualche hanno fa faceva 10% share ed ora viaggia alla pari della Moto GP.
La Superstars è organizzata appositamente per favori gli investitori (ovvero gli sponsors) e gli spettatori televisivi e non, avendo preso il meglio dal marketing motoristico mondiale ed assemblandolo tutto insieme.
Sono certo che nel giro di 2 anni al massimo questa formula avrà un exploit di ascolti, la presenza di tutti i più prestigiosi marchi automobilistici sta a dimostrare la validità e l’interesse che questa formula suscita.
Questa formula, made in Italy, auguriamoci sia un nuovo modo low cost di pensare alle corse.

24 febbraio 2010

OLIMPIADI: UNA PRIMA ANALISI A META' DEI GIOCHI




La prima settimana olimpica è ormai alle spalle e i giochi si chiuderanno nel week end in arrivo. Cosa si può dire ad oggi?
Per prima cosa che Torino 2006 è stata un'olimpiade migliore.
Per noi Italiani non è poco! E' qualcosa di cui andare orgogliosi.
Vancouver ha infatti deficitato a livello organizzativo e di attenzione nei confronti degli atleti.
La tragica morte del ragazzo georgiano nella garo dello slittino è solo l'evento drammatico a conferma di quanto fin qui affermato, la pista infatti ha come idea realizzativa quella dello show per gli spettatori a discapito dell'atleta ( ben poco di valore olipico dunque) è infatti il "budello" con le velocità di punta più alte ( 140Km/h) e con quei piloni di cemento a bordo pista uno dei più pericolosi.
L'atleta non è il protagonista ma è parte dello show, il protagonista è il pubblico che deve vivere tutto a pochi passi, quasi ad essere lui l'atleta.

Concetto ovviamente sbagliato, l'atleta rischia l'incolumità, fa sacrifici per 4 anni, merita più attenzione e la centralità all'interno di un evento simile.

Anche le piste da sci di discesa e fondo non sono state curate a dovere con fossati lasciati aperti (ne ha fatto le spese la campionessa di fondo Majdic con costole rotte).
Al momento diamo quindi un voto pari a 5 per l'approssimazione organizzativa, sembra quasi che non vi fossero atleti o ex-atleti all'interno dello staff cosa abbastanza inusuale specie per eventi di questa portata.

10 febbraio 2010

Vancouver 2010 Winter Olympics Men's Alpine Downhill

ecco un omaggio alle olimpiadi che inizeranno a breve!
http://www.youtube.com/watch?v=ysjEYZlaUL4

PS: putroppo l'eccedenza di lavoro non mi permette di aggiornare sovente il blog

2 dicembre 2009

Golf: i fratelli Molinari bellissimo spot per lo sport italiano


Il golf italiano ha trovato finalmente la sua consacrazione a livello internazionale.
La vittoria dei torinesi fratelli Molinari ha acceso i riflettori dei media su questo sport che per prestigio e fascino è considerato d’elite, ma che sempre più, grazie alle oculate politiche di apertura della federazione , sta aumentando i suoi tesserati.
Difficile pensare di vedere tornei in tv a breve, visto chesolo grazie a televisioni tematichesport come il tennis riescono a ritagliarsi un po’ di spazio, certo però questi successi fanno auspicare un incremento del portafoglio di sport che appasionano gli italiani.
Fa piacere notare che negli ultimi anni il calcio abbia perso il suo splendore e la sua aura mistica, molti infatti sono gli sport secondari (ma solo per visibilitàin cui l’Italia ha vinto o addirittura dominato.

In ambito motoristico basta citare Ferrari, Ducati o Valentino Rossi senza aggiungere altro.
In ambito velico con Giovanni Soldini sempre al top e la piacevole sorpresa di Azzurra vincente nelle regate di classe america del LVT a Nizza.
Nel tennis, con la conferma di un gruppo straordinario al femminile che rivince la coppa devis.
Nella pallavolo, che vede la squadra femminile sempre vincente.
Nel rugby, che nonostante le sconfitte attira sempre più pubblico dal vivo o in televisione, dando seri problemi di identità al calcio che non comprende come perdendo un movimento possa crescere mentre il soccer, vedendoci ancora campioni del mondo, denota una costante disaffezione dalle presenze negli stadi.
Tutto ciò fa sperare per un futuro migliore per l’Italia, sia dal punto di vista sportivo sia dal punto di vista umano,più sport emergono più si stimolano i giovani alla pratica sportiva, così facendo li si potrà educare a quei valori di sacrificio, lealtà e spirito di squadra di cui una società a bisogno.

20 novembre 2009

Canottaggio: Marketing e comunicazione (parte II)

di Margherita Cavaglià






Alcuni dati interessanti dell’anno 2009 resi noti dalla FIC



Ricavi da pubblicità e sponsorizzazione € 177.372,00


Si è ritenuto, per prudenza, di non metter in bilancio alcuna sponsorizzazione che al momento non sia certa. Pertanto si evidenzia il solo ricavo di € 17.372,00 relativo all’accordo con la Victory e quello di € 160.000,00 relativo all’accordo Asics. Resta in essere il contratto con il Cantiere Filippi Lido per le barche in comodato d’uso per un valore delle stesse di € 250.000,00.


Per quanto riguarda le sponsorizzazioni si attuerà una politica per ottenere maggiore visibilità a tutti i livelli con nuove strategie di marketing e comunicazione ed il rilancio del marchio FIC. Questa strategia è rivolta a incrementare le entrate da sponsorizzazioni e pubblicità.


 


Promozione sportiva € 82.000,00


Nella voce Promozione Sportiva sono stanziate le risorse necessarie per coprire le eventuali spese necessarie a sviluppare una politica di promozione sportiva significativa e innovativa.


Costi per la comunicazione € 90.372,00


Si è ritenuto di ridurre la voce in conseguenza di presunti risparmi delle trasferte dei giornalisti ed anche all’ottimizzazione del settore in attesa di trovare i giusti canali per il reperimento di ricavi propri.




M) Media e Marketing - Attività Master.


Oltre all’Ufficio Stampa e Ufficio Marketing (già operanti) si dovrà organizzare una struttura


che curi in particolare la presenza del Canottaggio nelle varie trasmissioni televisive, anche


quelle non sportive, di alta visibilità. Gli Ex Atleti avranno un ruolo importante in questa


struttura per promuovere il nostro sport.


Master: dovranno essere una categoria riconosciuta anche per le Classifiche Nazionali con


regate idonee a promuovere il Canottaggio in tutte le fasce d’età. Allargando il numero di


praticanti Master si potrà allargare anche il numero di Dirigenti in quanto è la categoria che più


li assimila per età e impegni professionali. Il tesseramento della categoria Master dovrà essere


separata dai Senior. Gli Atleti potranno essere tesserati Senior fino a 45 anni.


E) Ex Atleti


Gli Atleti che cessano l’attività agonistica saranno inseriti nei vari settori a loro più idonei per lo


sviluppo del Canottaggio (Allenatori – Dirigenti – Promozione in genere del nostro sport).


F) Canottaggio Femminile.


Questo settore avrà bisogno di un programma di sviluppo diverso da quello maschile. Avrà un


Responsabile di Settore per tutte le categorie che farà parte della Commissione Tecnica


Nazionale sotto il coordinamento del Direttore Tecnico. Nel limite delle possibilità sarà istituito


un Centro Tecnico Nazionale Femminile.


G) Attività Giovanile.


Anche questo settore avrà la stessa caratteristica di quello femminile. Avrà un Responsabile di


Settore per tutte le categorie che farà parte della Commissione Tecnica Nazionale sotto il


coordinamento del Direttore Tecnico. Il Responsabile avrà due compiti molto importanti: uno di


base con promozione e sviluppo del settore (tipo di regata – tipo di imbarcazione su cui


gareggiare – calendario remiero) e uno di vertice per individuare e seguire i "potenziali" talenti


(controlli fisici e fisiologici – crescita pisco/fisica – attività scolastica).


H) Università.


Questo punto si divide in 7 parti:


1) Atleti che sono studenti universitari (appartenenti sia ai C.U.S. che ad altri Affiliati) devono


essere maggiormente coinvolti negli impegni agonistici universitari nazionali e internazionali.


Nel 2009 a Belgrado si disputeranno le Universiadi dal 1 al 12 Luglio e non possiamo


pretendere che il CUSI prenda in degna considerazione una federazione che non prepari un


progetto mirato a questa importantissima manifestazione internazionale. Le Universiadi


successive si disputeranno in Cina e Turchia dove il Canottaggio sarà presente.


2) Diffondere il Canottaggio nelle università seguendo l’esempio di molti paesi anglosassoni.


3) Mantenimento dei College Remieri Universitari attualmente in attività.


4) Ripristinare il College Remiero di Piediluco aperto ad Atleti/e Senior dove oltre che


nell’allenamento dovranno impegnarsi nello studio universitario, presso l’Università di Terni o


altre strutture.


5) Coinvolgimento di ricercatori delle materie inerenti al Canottaggio presso le università.


6) Stabilire un contatto diretto con le università in modo che il Canottaggio possa diventare


disciplina di studio universitario, l’università diventerebbe quindi punto di scambio culturale


sportivo.


7) Ripristinare i corsi di aggiornamento per i Docenti di Educazione Motoria delle scuole medie


1° e 2° grado.

12 novembre 2009

il canottaggio: comuncazione e marketing (parte I )



Prima di lasciare spazio all'articolo, l'occasione ci è grata per introdurre a tutti voi ua nuova professionalità che entra in Sporthink.


E' l'autrice di questo articolo: Margherita Cavaglià.


Ex-atleta di canottaggio ad alto livello, ha dimostrato sin da subito la sua passione per lo sport e le sue competenze e brillanti deduzioni in ambito di marketing sportivo.


Le auguriamo una buona permanenza in Sporthink.


Andrea Annunziata







di Margherita Cavaglià




Uno dei tanti problemi che affliggono lo sport del canottaggio è sicuramente la sua scarsa visibilità


E’ un fatto che, in un mondo nel quale è forse più importante apparire che essere, questo nostro sport non riesce a conquistarsi gli spazi necessari per acquisire una presenza, una credibilità e trovare di conseguenza nuove risorse umane e finanziarie.

Nel tentativo di raccogliere materiale in merito a questa problematica ho trovato un articolo di Fermo Reggiani pubblicato sulla rivista "IL CANOTTAGGIO" nel marzo 1951 riguardante la difficoltà del canottaggio a farsi conoscere dai media.


E’ impressionante constatare come a distanza di così tanti anni e in presenza di tecnologie e mezzi di comunicazione molto evoluti, poco sia cambiato.


Ritengo utile aprire un dibattito sul problema al quale spero vogliate partecipare numerosi, in modo che possa diventare un blog di discussione aperto a tutti ed un punto di riferimento e di incontro per atleti, appassionati, tecnici ecc...


Facendo diverse ricerche sul web ho trovato numerose informazioni sulla comunicazione e il marketing rilasciate dalla FIC e dal CONI e sembra che i buoni propositi questa volta non manchino e che le idee e i progetti siano i benvenuti!


Si prendono in considerazione tematiche interessanti come:


-il ruolo delle società e le loro possibilità di sviluppo


-il loro rapporto con la federazione


-la comunicazione interna


-la comunicazione verso il mondo esterno


-l’immagine e il ruolo del canottaggio nel mondo dello sport e della società italiana


-la risalita verso i nuovi media


-il canottaggio femminile*


-la promozione nelle scuole e l’attività giovanile*


-comunicazione e immagine*


-media, marketing e cat. Master*


-università*


-affermazione di una nuova cultura sportiva solidale ed eco compatibile


-analisi statistiche di costume e di contesto ambientale


-aggiornamento tecnologico e architettonico dell’impiantistica sportiva



*(voci completate da approfondimenti in riguardo in un prossimo intervento)



Le opportunità non mancano quindi perchè non dare più visibilità a questo sport che è composto da giovani promesse, passione, natura, sacrifici, soddisfazioni e tanti insegnamenti?


Da ex atleta della società remiera Sisport Fiat posso dire che per me i dieci anni di agonismo insieme al mio allenatore sono e resteranno grandi maestri di vita.


Vi sembra giusto che un calciatore in nazionale guadagni fior di miliardi mentre un canottiere allo stesso livello non percepisce nemmeno un quarto dello stipendio di un calciatore?


Tutto ciò perchè il calcio ha un ottima visibilità, le aziende fanno grandi investimenti in sponsorizzazioni.


Penso che un canottiere come qualunque altro atleta di sport minori per arrivare in alto ci mette la stessa passione e sicuramente si imbatte tutti i giorni in allenamenti più faticosi e quando va in trasferta o ai raduni non dorme in alberghi a 5 stelle, non va in giro con la velina e nemmeno con la macchina da 80.000 euro.


Ritengo che questi atleti innamorati dello sport, faticano per la pura soddisfazione di una bella medaglia al collo nonostante quel primo posto non gli faccia fatturare miliardi!


Sono sicura che se Sky, Mediaset o Rai iniziasse a far conoscere la storia, la passione, la disciplina di questi sport minori come il canottaggio buona parte delle persone ne rimarrebbe colpita.


Basti guardare il nuoto che fino a qualche anno fa non era seguito più di tanto e da quando ha investito sulla comunicazione come per miracolo ecco tutte le gare in televisione, ecco atleti ospiti in diverse trasmissioni sportive e non, ecco nuove aziende pronte a sponsorizzare idem per il rugby che negli ultimi anni in Italia ha fatto passi da gigante .


I buoni propositi da parte della federazione adesso ci sono, è il momento giusto per investire in una nuova politica di promozione SPORTIVA, SIGNIFICATIVA e INNOVATIVA come avviene già in Australia, Inghilterra, Francia e Nord America dove il canottaggio non è più uno sport minore.